Parliamo di salute e cerchiamo di capire come possiamo stare bene da soli, liberandoci dalla dipendenza dai farmaci e dalle multinazionali farmaceutiche.

I problemi non possono essere risolti con lo stesso approccio di pensiero che li ha creati.

Albert Einstein

IL METODO RQI E L’ AUTO-STAR-BENE metodo-rqi

Auto-Star-Bene” è un neologismo inventato dal mio collega e ricercatore Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI®.

Il Metodo RQI® è un insieme di tecniche volte a trovare le vere cause delle nostre malattie o dei nostri problemi e le giuste soluzioni per risolverli. Questo Metodo si basa sulla comunicazione con il nostro inconscio. Proprio per questo possiamo essere sicuri che le risposte e le soluzioni che deriveranno dalla sua applicazione saranno corrette. Ed inoltre le più appropriate per la NOSTRA situazione personale: una rivoluzione rispetto alla prassi medica tradizionale. Questo perché non prevede una cura univoca a una stessa malattia (curare i sintomi, dimenticandosi delle cause). Piuttosto risolve i nostri disagi fisici e psicologici partendo proprio dalla cause che li hanno generati.

Quando sentii per la prima volta il termine “Auto-Star-Bene” pensai: «Non vuol dire nulla!».

Poi, però, è stata proprio la forza del Metodo RQI® e le continue testimonianze delle persone che lo stanno applicando con risultati positivi (e a volte sorprendenti!) che hanno fatto in modo che, pian piano, questo termine entrasse a fare parte della coscienza collettiva. Tant’è che ora “Auto-star-bene” è anche nel titolo del libro nel quale Marco Fincati spiega il suo metodo, “RQI, il segreto dell’Auto-Star-Bene”, anch’esso edito da Q Institute.

Ma cosa significa davvero “Auto-Star-Bene”?

Significa sapersi prendere cura di sé stessi a 360 gradi. Occupandosi non solo della propria salute fisica, che è solo un pezzo della nostra vita, ma di tutto il nostro equilibrio. A tutti i livelli: fisico, mentale, energetico e spirituale.

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IL CONCETTO DI SALUTE

L’obiettivo finale di un percorso individuale e anche sociale legato alla salute e all’Auto-Star-Bene dovrebbe essere non quello per cui tutti puntiamo ad avere un corpo che non ci dolga. Ma quello per cui tutti ci alziamo la mattina sereni e contenti perché abbiamo un corpo che ci permette di fare quello che vogliamo.

Nell’immaginario collettivo il termine “salute” significa: «Ho un acciacco, vado dal medico e mi faccio dare una cura per sistemarmi. Oppure ho la pressione alta, vado dal medico che mi darà una pastiglia dalla quale dipendere per il resto dei miei giorni…». In questo il concetto di “salute” viene un po’ minimizzato e frainteso.

Purtroppo il Sistema ci ha abituato a dipendere da “qualcuno” che si prenda cura della nostra salute. Qualcuno che ha studiato al  nostro posto. Ma per quanto possa avere lauree specialistiche e una passione filantropica per i suoi pazienti, difficilmente potrà conoscere le vere cause dei problemi e la vita di ciascuna persona. Anche perché questo “qualcuno”, come presto vedremo, è stato formato e preparato professionalmente in un Sistema. E deve rispettarne i “protocolli”. Un sistema che non prevede la possibilità dell’individuo di cavarsela da solo. Al contrario, è strutturato in modo tale che l’individuo stesso dipenda il più possibile dal Sistema.

CREDENZE E MITI SULLA SALUTE

Per comprendere ciò che intendo, occorre cominciare un lavoro di de-costruzione di una serie di credenze, miti e convinzioni che tutti noi abbiamo su molte cose che tutti i giorni vediamo e facciamo.

Partirò citando il “Giuramento di Ippocrate”, un testo che ha origini antiche e che proviene dalla cultura ellenica medicina-simbolodel IV secolo a.C. Si è tramandato da tempi così lontani ai giorni nostri. Oggi serve a ricordare ad ogni medico, quello che effettivamente dovrebbe fare, e lo spirito con cui dovrebbe farlo. Riporto qui alcuni passi:

«Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:
di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento.
di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;
di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;
di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica;
di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;
di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico; (…)»

Fare i medici significa prendersi delle responsabilità importanti.

Ogni volta che leggo questo testo, il primo sentimento che provo è quello di stima nei confronti di chi esercita la professione medica. Questo giuramento non è uno scherzo. C’è in gioco il benessere o addirittura la vita delle persone. Quello del medico è un ruolo che necessità di forza, volontà, etica e impegno.

Tuttavia, essere medico oggi e applicare allo stesso tempo i principi del Giuramento d’Ippocrate non è sempre facile. A volte non è nemmeno possibile.

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Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

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